Lettera aperta al Santo Padre Benedetto XVI con le firme

Lettera aperta al Santo Padre Benedetto XVI con le firme

Lettera aperta al Santo Padre Benedetto XVI con le firme

Sua Santità Benedetto XVI,

noi, fedeli slovacchi, che La stimiamo profondamente come sommo pontefice della Chiesa Cattolica e successore di San Pietro sulla terra, con la presente lettera aperta ci rivolgiamo a Lei personalmente permettendoci di porre alla Sua attenzione la nostra umile richiesta in merito alla Sua decisione in materia della destituzione dalla carica dell’arcivescovo di Trnava Mons. Róbert Bezák.

Oggi in Slovacchia siamo testimoni di momenti storici in cui si decide sul carattere e sulla natura della Chiesa nel nostro Paese.

L’arcivescovo emerito Mons. Róbert Bezák è oggi in Slovacchia non soltanto simbolo di una Chiesa che apre le porte ai non credenti e lotta per la trasparenza della Chiesa, ma è per noi uno dei vescovi che mostrano il cammino della nuova evangelizzazione.

Ci teniamo moltissimo alla Chiesa e siamo convinti che le modalità che hanno portato alla destituzione dell’arcivescovo Mons. Róbert Bezák non pongono di certo in buona luce la Chiesa. Tre anni fa Sua Santità ha nominato Mons. Róbert Bezák arcivescovo di Trnava sulla base della di lui vita esemplare e devoto servizio a favore della Chiesa e della società.

Subito dopo aver assunto l’incarico di arcivescovo di Trnava, Mons. Róbert Bezák ha realizzato un audit nell’arcidiocesi ed ha riscontrato diverse e gravi lacune relative all’amministrazione delle finanze e dei beni in riferimento all’epoca del proprio predecessore arcivescovo Mons. Ján Sokol.  Pertanto, si è rivolto agli organi competenti presso il Vaticano chiedendo aiuto e consiglio nella risoluzione di tale situazione.

Sfortunatamente, invece di aiuto e consiglio da parte delle autorità competenti, nel febbraio 2012 è giunta dal Vaticano una visitazione apostolica dell’arcidiocesi di Trnava, sotto la guida del vescovo Jan Baxant.

A tutt’oggi in Slovacchia non sussistono argomenti significativi che possano confermare le accuse rese pubbliche e oggetto di esame nelle 11 domande rivolte all’arcivescovo Mons. Róbert Bezák.

In data 02.07.2012 Sua Santità ha destituito dalla carica l’arcivescovo Bezák e a mezzo lettera del 18.10.2012 ha informato come segue il presidente della Conferenza episcopale slovacca, arcivescovo Zvolenský:

“Con molta attenzione e concretamente ho preso atto della grave ed allarmante situazione e, dopo una lunga preghiera, non ho potuto ovviare al mio obbligo, scaturente dall’amore, di rinnovare tra voi una efficace collegialità e ordinata guida pastorale nell’arcidiocesi di Trnava, nell’autentico spirito del Concilio Vaticano II, di cui proprio quest’anno celebriamo il cinquantesimo anniversario dell’apertura.”

Rispettiamo pienamente la Sua decisione e la Sua autorità nella destituzione dell’arcivescovo Mons. Róbert Bezák.

Dall’altro lato però Róbert Bezák è da diversi anni un personaggio celebre cui la gente vuole bene, e non soltanto a livello ecclesiastico ma un po’ in tutta la società.  Ha saputo dar prova della sua profonda integrità morale come sacerdote, religioso, predicatore, confessore, insegnante, formatore ed anche docente universitario, ma soprattutto come superiore dell’ordine dei Redentoristi di cui è membro, e non ultimo anche a capo della Conferenza dei superiori maggiori degli istituti religiosi in Slovacchia.  Róbert Bezák è un personaggio integrale. È noto come uomo d’amore, pace, bene e giustizia. Durante i suoi 25 anni di sacerdozio e attività missionaria pedagogica, nessuno dei suoi superiori ha mai trovato nulla che potesse in qualche maniera gettare ombre sul suo credito morale o sulla sua fedeltà al Magistero ecclesiastico.

Alla luce dei fatti generalmente noti circa il credito morale e il carattere umano dell’arcivescovo Bezák, i motivi non resi pubblici della sua destituzione continuano ad essere per noi incomprensibili.

Il 16 e 17 dicembre 2012 Mons. Róbert Bezák ha concesso delle interviste ad alcuni mass media ed ha espresso argomenti motivati e consoni relativamente al fatto che egli stesso è stato accusato presso Sua Santità da persone sconosciute provenienti dal contesto ecclesiastico; e una delle ragioni per cui sarebbe stato accusato è anche il semplice fatto di aver consultato gli organi competenti del Vaticano in materia di chiarimento di alcuni incerti flussi di liquidità del predecessore Mons. Ján Sokol.

Mons. Róbert Bezák sostiene che non gli è stato reso possibile difendersi legittimamente e che a tutt’oggi non conosce il vero motivo della sua destituzione.

Nella storia della nostra Chiesa non sono purtroppo pochi i casi di sacerdoti e vescovi ingiustamente condannati e dopo anni riabilitati.

Abbiamo forti e motivati sospetti che l’arcivescovo Róbert Bezák sia stato vittima di false accuse davanti a Sua Santità e che alcuni personaggi molto influenti nell’ambito della Chiesa abbiano tramato un piano premeditato volto alla sua destituzione.

Alla luce della massiccia attenzione mediatica sul caso nonché considerando lo sfondo che si cela dietro la destituzione di Mons. Róbert Bezák, la modalità in cui è stato portato avanti il processo di destituzione pone in cattiva luce la Chiesa non soltanto in Slovacchia, ma anche in Vaticano, e ciò ci preoccupa moltissimo.

Con la presente siamo dunque a chiedere a Sua Santità di dare ascolto all’appello dei cattolici slovacchi e di riesaminare i fatti che hanno condotto alla revoca dalla carica dell’arcivescovo Róbert Bezák e nei limiti del possibile a renderli pubblici, nonché all’occorrenza di incontrare personalmente Mons. Bezák, per ascoltarlo e in seguito considerare le possibilità legate al suo ulteriore operato o riabilitazione nella carica.

Con amore e con stima.

 

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